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venerdì 12 ottobre 2012

Venerdì 12 ottobre...e la vita continua


Mi risveglio alle 4 del mattino e dopo poco mi riaddormento. Quando riapro gli occhi non credo all’orologio del mio iPhone: segna le due meno dieci del pomeriggio. Controllo in cucina: è vero! In 24 ore ho dormito 4+4+9 ore, per un totale di 17 ore!!!
Faccio colazione, guardando il parco e la luce autunnale...beh, è strano non dover scegliere i vestiti adatti per deserti o foreste né richiudere valigie, non dover pensare a rifornimenti di carburante e picnic né scegliere destinazioni e calcolare percorsi.
Fuori dalle finestre, un'ovattata atmosfera ...dolce...che differenza, con l'aria rovente della Death Valley, con i labirinti di Canyonlands, con il brulicare di San Francisco e Los Angeles, col silenzio rosso fuoco della Monument Valley, con le verdi praterie dei bisonti spazzate dai venti, con le distese d'acqua lucente dei laghi Powell e Mead, con i boschi incantati di Orcas Island e i suoi villaggi, i porticcioli, il panorama stupefacente sull'arcipelago, la magia delle luci di Seattle e poi le persone, le amicizie...infinite le sensazioni, mentre le immagini continuano a scorrere nei miei occhi...a ritroso...New York, la California, le sequoie giganti ed il loro profumo, la follia di Las Vegas, le miniere abbandonate del Colorado, i treni a vapore, i motel che ci accoglievano lungo strade che parevano condurre all'infinito, gli strapiombi del Logan Pass... mi accorgo che, ora, insieme ad una insopprimibile nostalgia, ho dentro di me un forziere, un vero tesoro a cui potrò attingere sempre.
Paolo è preso dal video che sta creando con fotografie e musica rag. Le note girano per la casa, mentre io, assaporando la gioia di riabbracciare presto le persone care, mi dedico al blog, col resoconto degli ultimi due giorni di una delle cose più belle che ho fatto in vita mia: questo meraviglioso, fantastico, indimenticabile viaggio.

giovedì 11 ottobre 2012

Giovedì 11 ottobre, Bergamo


Giovedì 11 ottobre
Il volo dura meno del previsto, per i venti favorevoli. Ben presto, con il cielo ancora scurissimo, ci vediamo servire una colazione a base di croissant imbottito di prosciutto, muffin ai mirtilli, biscottini, succo di ananas, caffè, dolcetti vari (ne conservo la maggior parte per dopo) e alle 6:25, con un’ora di anticipo, atterriamo a Madrid. Il buio è ancora totale.
Interminabile il tragitto per raggiungere il terminal K: sotto coreografiche volte in legno camminiamo sui tapis roulants, scendiamo con tre rampe di scale mobili, prendiamo il trenino, rislaiamo, riscendiamo…alla fine ci ritroviamo nell’immenso terminal. 
Sono già le 7 e mezza,  ma il giorno non accenna a spuntare: qui in Spagna hanno adottato l’ora centrale europea. Dopo le otto cominciamo a vedere un po’ di chiarore dietro le nuvole e solo alle 9, dietro alle gigantesche vetrate, il cielo è del tutto chiaro. Un delicato azzurro è percorso da nuvole lunghe e leggere; solo a ovest le nuvole sono più dense.
Il volo è breve…solo due ore e mezza, balliamo un pochino, entrando ed uscendo dalle nuvole. Davanti a noi Camillo, un bimbo spagnolo di 7 anni viaggia da solo: lo intratteniamo con qualche chiacchiera, arrangiandoci con la lingua; gli passo una caramella e uno dei miei giornaletti enigmistici con disegni da completare e differenze da trovare.
Atterriamo a Malpensa, nella tipica nebbiolina milanese di ottobre. Il taxi prenotato ci aspetta. Per prendere una chiave che mi manca, passiamo dalla casa di Eleonora, mia figlia (che bello riabbracciarla) ed alle due siamo a casa.
Riesco a disfare le valigie, mentre Paolo fa una piccola spesa e si dedica ai salvataggi delle foto sul suo pc; cerchiamo di lottare contro lo sfasamento del fuso, ma alle cinque del pomeriggio crolliamo addormentati.



Giovedì, ore 07:00 - Aeroporto di Madrid

Aeroporto di Madrid

Aeroporto di Madrid

Aeroporto di Madrid

Aeroporto di Madrid

Finale su Malpensa LIMC

mercoledì 10 ottobre 2012

Mercoledì 10 Ottobre, JFK


Mercoledì 10 Ottobre
Eccoci qui: il viaggio è giunto alla conclusione.
Fatico un po’ a gestire i sentimenti contrastanti: un gran desiderio di rivedere tutti i miei cari, cui si frappone una fifa dell’aereo che non riesco mai a cancellare del tutto, ed una tremenda nostalgia per luoghi e persone americani, che vorrei poter rivedere e rivivere a lungo. Non siamo di fretta: piove e tira vento, così rinunciamo al giretto mattutino che avevamo programmato e restiamo in hotel. Il taxi verrà a prenderci a mezzogiorno.
Mentre lotto per distribuire i pesi nel bagaglio e per riuscire a chiudere le valigie (i dinosauri acquistati ieri mi creano un serio problema…), rivedo immagini-flash dei luoghi visti e dei momenti vissuti: il cielo blu e rosso delle rocce di Canyonlands e degli Arches, le gigantesche sequoie come cattedrali nel verde delle loro foreste, l’atmosfera unica di san Francisco, le vertigini del Logan Pass, i giorni trascorsi a Seattle, tanto intensi sia per gli affetti e le emozioni del matrimonio di Linda e Chris che per la meraviglia per una città tanto bella. La nostra piccola cabin nel bosco, al rim nord del Grand Canyon, e la stanza del lodge nel deserto, al bordo della Death Valley; il cervo accanto alla strada a Yellowstone ed il bisonte che ci precede sul ponte; la sveglia all’alba con colazione in piede, a base di dolce alla banana, nel motel a Three Forks; il verde e l’azzurro delle Cascade Mountains, le rocce di Yosemite, le serate al chiar di luna sotto al portico della casa dei nonni di Chris, con gli aeri in coda nel cielo; il segreto dell’Antelope Canyon, la corsa nella sabbia sulla jeep per raggiungerlo e il battello che si insinua nei meandri di roccia sull’acqua liscia del lago Powell; la rovente atmosfera del Lake Mead e l’incredibile maestosità della Hoover Dam; la cena accanto alla piscina di Veronica, i bbqs di Seattle, il Moma con Trisch, la serata con la musica della dolce Cynthia; le strade che si perdono all’infinito nelle praterie, i grattacieli di New York come pareti luminose di un canyon… potrei continuare all’infinito, un ricordo ne richiama un altro….ma il tempo scorre: ora siamo in taxi, attraverso Brooklyn, ora inganniamo l’attesa al JFK comprando un libro (The Innocents Abrad, di Mark Twain), cioccolatini, t-shirt e una felpa che Paolo indossa subito. Ora siamo in volo, assetati (ho dimenticato di comprarmi l’acqua a terra e qui il personale è indaffaratissimo); ora ammortizzo il solito batticuore con le parole crociate e divertendomi con la cena niente male offerta da Iberia. Ora vediamo un film, “L’uomo ragno”; ora Paolo dormicchia e ci provo anche io, ma resto sveglissima, e continuo con le mie parole crociate.

Le ultime foto di Brooklyn



Ormai siamo al JFK


Pronti a partire ...

Inizio rullaggio

Si va ....ormai tutto alle spalle :)

martedì 9 ottobre 2012

#Martedì 9 ottobre - Brooklyn

Che dormita! Nove ore filate, più altre tre sonnecchiate nel tardo pomeriggio. Oggi piove, a dispetto di tutte le previsioni che davano cielo sereno.
Tira anche vento e, dato che ormai abbiamo completato il nostro elenco di cose da fare qui a NY, io me ne sto al calduccio in hotel mentre Paolo torna al ponte di Brooklyn armato della inseparabile fotocamera.
Rientra con due “caeser salads” per pranzo. Poi, gli cedo il pc a cui ho lavorato per tutta la mattina e, mentre lui aggiorna il blog, io mi sprofondo nella lettura de “L’importanza di chiamarsi Ernesto”, in inglese: questo viaggio ha accresciuto il mio desiderio di ‘entrare’ nella lingua ed è bello leggere le opere nel loro testo originale (in questo caso è più facile perché conosco bene questo testo nella traduzione italiana).
Verso le 4 e mezza mi viene l’idea di comprare qualcosa per regalo ai miei nipotini anche da New York; in internet scopro che, proprio all’angolo tra il Central Park a la 5th Avenue c’è un famosissimo negozio di giocattoli, il FAO Schwarz. Detto fatto, risaliamo le scale della subway e ci troviamo nella pioggerellina dell’imbrunire, proprio davanti al Plaza. Camminando lungo il Central Park, vediamo un altro scorcio del lago sud, contornato dagli alberi scuri; l’acqua ha ormai un color grigio indaco e le anatre lasciano luminose scie d’argento. Attorno a noi sono accesi i lampioni; tra fari gialli e rossi di auto auto, taxi, bus (e anche dei risciò), compaiono le vetrine illuminate dei due piani del negozio. Ci entriamo, presi da una meraviglia infantile: meravigliosi peluches grandi e piccoli, di ogni dimensione, riempiono l’ingresso e i primi scaffali, seguiti da ogni sorta di giocattoli. Al piano superiore trovo quello che cercavo: dinosauri per Gabriele e transformer per Roberto.
Quando usciamo, alle sei, è ormai del tutto buio. C’è anche un po’ di vento, che vaporizza la pioggerellina e rende inutile l’ombrello. Decidiamo di camminare fino al 250 di Park Avenue, dove dovrebbe esserci un ottimo ristorante sudamericano (Paolo desidera una grigliata e lì potrebbe avere l’asado argentino). Passiamo davanti ai lussuosi negozi della Madison Avenue, poi al Woldorf Astoria ed infine scopriamo che il ristorante non esiste più. Siamo un po’ indecisi…i ristoranti nei paraggi ci sembrano poco attraenti e molto costosi, ma Paolo ha l’idea di portarmi in un ristorante che ha visto questa mattina,  vicino al ponte di Brooklyn. È un’ottima idea: il ristorante, Bevacco, ha una atmosfera tutta sua, molto newyorkese pur essendo impostato sulla cucina italiana. La cena è squisita: dividiamo un antipasto di veri salumi italiani, che ci vengono serviti con una focaccia che non ha nulla da invidiare a quella genovese, poi Paolo sceglie una tagliata, ottima, che gli viene servita con croquet di riso e mousse di melanzane, mentre io mi gusto delle deliziose pappardelle fatte in casa, al ragù d’agnello e asparagi con olio al tartufo. La serata si conclude con una inaspettata ed interessante chiacchierata con la marketing manager del locale, Paola, una simpatica giovane cuneese, superattiva, artista e legata all’ambiente artistico sia italiano che americano: vive qui da ormai due anni, e le piace molto, ma quando ci salutiamo gli occhi le brillano di nostalgia per l’Italia….

La Statua della Libertà da Brooklyn ...

Sotto il Ponte di Brooklyn



Brooklyn: Old Fulton Street

Il Ponte di Broccolino



Questa è ARTE !!!

Il ponte è molooto più artistico !



Manhattan skyline da Brooklyn



Per le via di Brooklyn Highs











lunedì 8 ottobre 2012

#Lunedì 8 ottobre - Columbus Day NYC e MOMA


Colazione affollata nella saletta dell’Holiday Inn. Il cielo è sereno, ma fa un freddo tremendo. Paolo padroneggia i metrò, così giungiamo in anticipo al mio appuntamento al MOMA con Trish, artista smaltatrice e fondatrice di un’associazione internazionale di smaltatori, basata su un sito internet. Ci siamo scambiate molte mail, quindi già ci conosciamo un po': la individuo grazie ad una giacchina 'hot pink' e finalmente ci incontriamo di persona, tra la folla in fila davanti all’entrata: Trish è una bella signora simpatica, affettuosa ed espansiva. Paolo ci lascia, per andare ad assistere alla parata per il Columbus Day, e noi due ci inoltriamo nel museo, chiacchierando di mille cose e emozionandoci di fronte a capolavori famosissimi: Cezanne, Matisse, Van Gogh, Magritte, Pollock, Picasso, e tanti altri. Due enormi Monet ci fanno galleggiare tra le ninfee, e ci sentiamo prese nella danza di Matisse…non finiamo di meravigliarci, ma il tempo vola e giunge presto il momento di entrare al ristorante del museo, elegante e raffinato: Trish ha dovuto prenotare un mese prima, per avere un tavolo. Mangiamo meravigliosamente: ci dividiamo una leggera, saporita quiche e proseguiamo con del salmone immerso in una deliziosa schiuma bianca su un letto di verdure, per me, ed un petto d’anatra per Trish. Trish ha insistito anche per il vino: ottimo, vellutato e fruttato...ne beviamo ben 2 bicchieri a testa...e la mia testa comincia a girare, fatico un po' per sostenere la conversazione in inglese.
Alle due e mezza Paolo ci raggiunge: cappuccino per lui e Trish, caffè per me, seduti sui divanetti del ristorante, chiacchierando di tante cose, alcune molto serie, connesse alla crisi economica, che qui è molto sentita e che noi in Italia conosciamo bene (Trish ci spiega che le gallerie di Chelsea, che ci hanno deluso ieri, hanno dovuto chiudere: non c’è mercato).
Ci lasciamo all’angolo con la 5th Avenue….come è difficile lasciare un’amica appena trovata: lo sperimentiamo per la seconda volta in meno di ventiquattro ore.
Camminiamo un po’ verso Times Square, ma fa freddo e io mi accorgo di essere stanchissima; anche Paolo sente l’effetto delle interminabili camminate di questi ultimi giorni, così, comprati alcuni sandwiches per la cena, da “Pret a manger”, ci infiliamo nel metrò; io continuo ad addormentarmi, malgrado gli sballottamenti ed il rumore. In un’oretta siamo al calduccio in hotel, dove trascorriamo il resto del pomeriggio e la serata in completo relax.

Paola nei pressi del MoMA ...

Paola si avvia verso il MoMA ...

Poliziotti a cavallo, in attesa di iniziare la Parata per il Columbus Day

In attesa chi inizi la parata, al Rockfeller Center

Ed ecco l'inizio della parata per il Colubus Day ...



Subito dopo i poliziotti a cavallo ... gli spazzini, che ricevono uno scrosciante applauso

La prima di una serie interminabile di bande ...

Le autorità ... mi dicono che c'è anche il sindaco di New York

La US Navy

Il National Council of Columbian Associations

La poilzia di New York (NYPD)


Ahhh, no ... questo è il drappello delle autorità !


AQssociazione dei COP italoamericani


Auto della NYPD d'epoca

Queste ancor di più d'epoca



Rappresentanza della Polizia di Stato italiana


Questi non so proprio chi siano ...

La Polizia di Hartford, Connecticut


La Polizia del Metrò (???)


Associazione dei poliziotti italoamericani del New Jersey

Tutte rigorosamente HD !



Mr Trucillo ... o trucido ?? :)

Bellezza su Ferrari !!
Lo Sceriffo si fa un po' di pubblicità !
Altra associazione di poliziotti italoamericani

Questo deve essere il sindaco di qualche cittadina dei d'intorni ...notare il capo della polizia !
Gruppo di aficionados dei bersaglieri
Tantissime le scuole ...


Questo deve essere un drappello di "pezzi grossi"!

Mr Cuomo si fa pubblicità per le prossime elezioni

Altra scuola ..


Universitari ...




Associazione "Petrosino" !!

E chi sarà mai questa Elise Testone ???
Secondo me questo era Luca di Montezemolo ... però non ne sono sicuro
Scuola Italiana ...




Tre Caramba ... tre ????

Ferrari, Maserati e Lamborghini !



Assessori di New York
E questa chi sarà ???



Pubblicità pre-elettorale ...
Associazione dei Pompieri ...
Questi li riconoscete ...
Motociclisti ...
Applausi scroscianti per i Pompieri !!!



Scuola di preti ...

No ... qui i preti non c'entrano !


Una qualche parrocchia di NYC
Padre Pio ...
E questi sono gli "spazzini" !!!!!





Il giorno di Colombo ... ma dai ! ... c'è anche Amerigo Vespucci :)


Un po' di pubblicità pre-elettorale
Sembra proprio di essere in Italia :)



Questi non ho capito chi siano ... mahanno ricevuto moltissimi applausi !

Intanto Paola è al MoMA ...














Mah .... 




Ed ecco Paola con la sua amica Trish



Girellino serale fra i grattacieli