Risveglio pulito in camera pulita…come sono eccezionali le
cose normali dopo aver sperimentato quelle abnormi!! la casa dove eravamo lo
era davvero. È stata un’esperienza spiacevole, ma ci resta la soddisfazione di
non esserci lasciati prendere dallo sconforto e di aver saputo reagire.
Dopo una soddisfacente colazione nella saletta del nostro
Holiday Inn, prendiamo il metrò all’angolo e scendiamo nel Queens, quartiere
popolare con una sua atmosfera, piacevole in questo sabato mattina tiepido e
rilassato; a dir la verità cinema e libri ne hanno anche dipinto una cattiva
reputazione per cui io cammino con una certa circospezione, mentre Paolo
procede tranquillo senza esitazioni. Raggiungiamo il Socrates Sculptures Park,
che non ci entusiasma, soprattutto per la sporcizia e lo lasciamo rapidamente
per il vicino Noguchi Garden Museum, che era nella mia lista di mete
imperdibili (devo ammettere….perchè citato ne “Il diavolo veste Prada”) ed in
effetti è –secondo me- imperdibile. Questo è il link http://www.noguchi.org/noguchi e penso sia interessante per tutti conoscere
qualcosa di questo scultore che ha vissuto tra New York, Giappone e Italia
(Seravezza, Querceta…: la nostra Versilia!), lavorando con le tecniche e le
pietre dei vari paesi.
Ingresso gratuito (nel weekend, e oggi è sabato) e atmosfera
particolarissima, che avvertiamo subito, muovendo i primi passi tra le grandi
sculture di pietra, che riempiono ambienti essenziali e liberi e un piccolo
giardino interno. I visitatori sono pochi e tutti siamo spontaneamente portati
ad interagire silenziosamente e lentamente. Paolo si lamenta che vorrebbe
toccare i metalli e la pietra ora liscia ora rugosa, tagliata, scavata. Al
piano superiore (dove non si possono scattare foto), in una sala dal parquet
chiaro, la sensazione è ancora più forte: le sculture di pietra trasmettono una
calma energia. Le pietre provengono da
tutto il mondo, anche dall’Italia, e questo gioca il suo ruolo nell’atmosfera.
Negli ultimi spazi sono esposti gli strumenti di lavoro e i documenti fotografici
della vita dello sculture, molto interessanti.
Acquistiamo qualche regalo nello store del museo e poi, con
un’altra bella camminata arriviamo all’angolo tra la 41st e la 21st: da lì il
metrò ci porta alla Fulton St. Paolo ormai padroneggia le metropolitane
newyorkesi, mentre io con il mio iphone mi dedico, durante i tragitti, al
diario di viaggio per il blog. A piedi andiamo fino al Pier 17, dove ci
riposiamo con un veloce lunch in un ristorante in alto sul molo, seduti ad un
tavolo proprio davanti al ponte di Brooklyn.
Cincischiamo un po’, dopo, guardando velieri ormeggiati e
ragazze che si lanciano come trapeziste su una rete, in una struttura nel bel
mezzo del molo, dove chiunque può provare il brivido, a pagamento.
Il metrò ci porta poi alla Lexington; proseguiamo in autobus
fino alla 82nd e verso le 5 entriamo nel Metropolitan Museum of Art, situato
sul lato est del Central Park.
Beh … non posso descriverlo…è infinito. Cominciamo con
l’antichità, raggiungiamo una enorme sala con una distesa d’acqua nella quale
si riflettono antichi edifici egiziani, ricostruiti qui pietra su pietra.
Ci lasciamo guidare dalla curiosità, nel decidere i
percorsi: non è possibile vedere tutto.
Passiamo attraverso a ricostruzioni di ambienti interni
americani, dei vari secoli e dei vari stati, e questo ci interessa molto dato
il viaggio che abbiamo appena fatto.
Resto incantata davanti ai dipinti di Bierstadt, di cui
avevamo già ammirato un grande quadro al museo di Seattle, e di Cole, Church
….adoro la River Hudson School. I ritratti di John Singer Sargent sono così
affascinanti…e come saltare l’arte giapponese, quella birmana, bizantina o
nativa americana….c’è da perdere la testa J
Ci riposiamo al bar in una grande, alta sala disseminata di
sculture e poi proseguiamo. Intagli italiani, cristallerie, smalti…alla fine
Paolo riesce a trovare l’ala dedicata alle armi e giriamo tra armature
cesellate, alabarde, scudi di tutte le epoche e di tutti i paesi. Lasciamo il
museo alle 9 di sera: è buio ed anche piuttosto freddo. Ceniamo in un simpatico
locale nelle vicinanze e rientriamo in hotel alle 11; io scarico sul pc i miei
testi dal cellulare e poi Paolo scarica le foto di oggi e aggiorna il blog.
| Troppo carino :) |
| New York City: metropolitana !! |
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