Pagine

martedì 9 ottobre 2012

#Martedì 9 ottobre - Brooklyn

Che dormita! Nove ore filate, più altre tre sonnecchiate nel tardo pomeriggio. Oggi piove, a dispetto di tutte le previsioni che davano cielo sereno.
Tira anche vento e, dato che ormai abbiamo completato il nostro elenco di cose da fare qui a NY, io me ne sto al calduccio in hotel mentre Paolo torna al ponte di Brooklyn armato della inseparabile fotocamera.
Rientra con due “caeser salads” per pranzo. Poi, gli cedo il pc a cui ho lavorato per tutta la mattina e, mentre lui aggiorna il blog, io mi sprofondo nella lettura de “L’importanza di chiamarsi Ernesto”, in inglese: questo viaggio ha accresciuto il mio desiderio di ‘entrare’ nella lingua ed è bello leggere le opere nel loro testo originale (in questo caso è più facile perché conosco bene questo testo nella traduzione italiana).
Verso le 4 e mezza mi viene l’idea di comprare qualcosa per regalo ai miei nipotini anche da New York; in internet scopro che, proprio all’angolo tra il Central Park a la 5th Avenue c’è un famosissimo negozio di giocattoli, il FAO Schwarz. Detto fatto, risaliamo le scale della subway e ci troviamo nella pioggerellina dell’imbrunire, proprio davanti al Plaza. Camminando lungo il Central Park, vediamo un altro scorcio del lago sud, contornato dagli alberi scuri; l’acqua ha ormai un color grigio indaco e le anatre lasciano luminose scie d’argento. Attorno a noi sono accesi i lampioni; tra fari gialli e rossi di auto auto, taxi, bus (e anche dei risciò), compaiono le vetrine illuminate dei due piani del negozio. Ci entriamo, presi da una meraviglia infantile: meravigliosi peluches grandi e piccoli, di ogni dimensione, riempiono l’ingresso e i primi scaffali, seguiti da ogni sorta di giocattoli. Al piano superiore trovo quello che cercavo: dinosauri per Gabriele e transformer per Roberto.
Quando usciamo, alle sei, è ormai del tutto buio. C’è anche un po’ di vento, che vaporizza la pioggerellina e rende inutile l’ombrello. Decidiamo di camminare fino al 250 di Park Avenue, dove dovrebbe esserci un ottimo ristorante sudamericano (Paolo desidera una grigliata e lì potrebbe avere l’asado argentino). Passiamo davanti ai lussuosi negozi della Madison Avenue, poi al Woldorf Astoria ed infine scopriamo che il ristorante non esiste più. Siamo un po’ indecisi…i ristoranti nei paraggi ci sembrano poco attraenti e molto costosi, ma Paolo ha l’idea di portarmi in un ristorante che ha visto questa mattina,  vicino al ponte di Brooklyn. È un’ottima idea: il ristorante, Bevacco, ha una atmosfera tutta sua, molto newyorkese pur essendo impostato sulla cucina italiana. La cena è squisita: dividiamo un antipasto di veri salumi italiani, che ci vengono serviti con una focaccia che non ha nulla da invidiare a quella genovese, poi Paolo sceglie una tagliata, ottima, che gli viene servita con croquet di riso e mousse di melanzane, mentre io mi gusto delle deliziose pappardelle fatte in casa, al ragù d’agnello e asparagi con olio al tartufo. La serata si conclude con una inaspettata ed interessante chiacchierata con la marketing manager del locale, Paola, una simpatica giovane cuneese, superattiva, artista e legata all’ambiente artistico sia italiano che americano: vive qui da ormai due anni, e le piace molto, ma quando ci salutiamo gli occhi le brillano di nostalgia per l’Italia….

La Statua della Libertà da Brooklyn ...

Sotto il Ponte di Brooklyn



Brooklyn: Old Fulton Street

Il Ponte di Broccolino



Questa è ARTE !!!

Il ponte è molooto più artistico !



Manhattan skyline da Brooklyn



Per le via di Brooklyn Highs











Nessun commento:

Posta un commento