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martedì 2 ottobre 2012

Martedì 2 ottobre - Los Angeles - New York



Eccoci alla partenza da LA. Mi alzo alle 6:30 e faccio compagnia a Lydia, già pronta per uscire: oggi ha un day-surgery ad un occhio. Sophia la viene a prendere ed alle 7:30 escono. Chester, premuroso, oltre a darci l'intero cake alla banana di Sophia, mi fa preparare due sandwich.  Noi riorganizziamo le valigie, tentando invano di ridistribuire il peso, a alle 9:45 partiamo, non senza una grande commozione ed il dispiacere di non poter aspettare il rientro di Lydia. Sappiamo che tutto e andato bene quando la chiamiamo dall'aeroporto, dopo aver consegnato la nostra Kia-ugh :)  (“ugh” è una parte del numero di targa)e dopo aver pagato 100$ di eccedenza bagagli.
Partiamo con quasi un ora di ritardo per un sedile rotto in prima classe. In volo mangiamo i nostri ottimi sandwiches, scoprendo che Chester, tenero, ci ha aggiunto di nascosto due pomodori.
Poco dopo le  22 siamo a NY e fronteggiamo un taxista pazzoide: non conosce l'indirizzo, rifiuta sia le istruzioni scritte che la guida del mio navigatore ed insiste freneticamente a smanettare nel suo navigatore, che non funziona. Ci ritroviamo col pazzoide fermi in mezzo alla superstrada con taxi che ci sfrecciano da tutte le parti, mentre il tassametro ticchetta; tentiamo di intervenire, ma il pazzoide si offende e risponde male. Chiamo la host dell’appartamento cui siamo diretti, la faccio parlare col taxista, senza risultato: lui continua a digitare invano sul navigatore. Io gli dico di tornare all'aeroporto, che e' appena dietro di noi, e lui si mette a guidare come un folle. Capisco che per tornare indietro deve allontanarsi fino alla prima uscita, ma quando vedo che, ormai vicinissimi al terminal, lui va dalla parte opposta, comincio a dire che sto male, che voglio andare al pronto soccorso del terminal. Lui è furente e villano, ma finalmente entriamo sotto la pensilina dei taxi del JFK, io tiro fuori 21$ e, tenendoli in mano, pretendo che lui apra il bagagliaio e lasci che Paolo prenda le valigie. Mi dirigo poi dal boss dei taxisti, un tipo sul genere Willy Smith, intelligente ed educato: gli spiego il tutto, gli mostro le  istruzioni scritte e lui conviene che erano chiarissime ("I do agree", dice), gli chiedo un taxista che trovi la strada sul navigatore prima di caricare il bagaglio e gli dico che non voglio pagare un solo dollaro al pazzoide. "Ok, it's up to you" e, mentre il pazzoide resta con un palmo di naso, ci affida a un taxista tibetano, sveglio ed educato, che in un attimo trova l'indirizzo, ci informa del costo forfait per la corsa (55$) e in mezz'ora ci deposita a destinazione.
Sono ormai le 11:30 e meriteremmo di riposare....ma non è finita: l'appartamento è sporco lurido. Così, dato che siamo esausti e non riusciremmo a trovare al volo una sistemazione migliore, ci sistemiamo alla meglio, ma per prima cosa fotografiamo tutto e ci mettiamo al pc a scrivere al HouseTrip Support.
Io ho previdentemente portato del disinfettante e lo uso abbondantemente. Sono le due, quando possiamo dormire, finalmente.

questo lo stato del pavimento...

...del soffitto...

...del forno...

...del microonde...

...e vi risparmio il bagno, questa è la cannetta della doccia













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