Eccoci alla partenza da LA. Mi alzo alle 6:30 e faccio
compagnia a Lydia, già pronta per uscire: oggi ha un day-surgery ad un occhio.
Sophia la viene a prendere ed alle 7:30 escono. Chester, premuroso, oltre a
darci l'intero cake alla banana di Sophia, mi fa preparare due sandwich. Noi riorganizziamo le valigie, tentando
invano di ridistribuire il peso, a alle 9:45 partiamo, non senza una grande commozione
ed il dispiacere di non poter aspettare il rientro di Lydia. Sappiamo che tutto
e andato bene quando la chiamiamo dall'aeroporto, dopo aver consegnato la
nostra Kia-ugh :) (“ugh” è una parte del
numero di targa)e dopo aver pagato 100$ di eccedenza bagagli.
Partiamo con quasi un ora di ritardo per un sedile rotto in
prima classe. In volo mangiamo i nostri ottimi sandwiches, scoprendo che
Chester, tenero, ci ha aggiunto di nascosto due pomodori.
Poco dopo le 22 siamo
a NY e fronteggiamo un taxista pazzoide: non conosce l'indirizzo, rifiuta sia
le istruzioni scritte che la guida del mio navigatore ed insiste freneticamente
a smanettare nel suo navigatore, che non funziona. Ci ritroviamo col pazzoide
fermi in mezzo alla superstrada con taxi che ci sfrecciano da tutte le parti,
mentre il tassametro ticchetta; tentiamo di intervenire, ma il pazzoide si
offende e risponde male. Chiamo la host dell’appartamento cui siamo diretti, la
faccio parlare col taxista, senza risultato: lui continua a digitare invano sul
navigatore. Io gli dico di tornare all'aeroporto, che e' appena dietro di noi,
e lui si mette a guidare come un folle. Capisco che per tornare indietro deve
allontanarsi fino alla prima uscita, ma quando vedo che, ormai vicinissimi al
terminal, lui va dalla parte opposta, comincio a dire che sto male, che voglio
andare al pronto soccorso del terminal. Lui è furente e villano, ma finalmente
entriamo sotto la pensilina dei taxi del JFK, io tiro fuori 21$ e, tenendoli in
mano, pretendo che lui apra il bagagliaio e lasci che Paolo prenda le valigie.
Mi dirigo poi dal boss dei taxisti, un tipo sul genere Willy Smith,
intelligente ed educato: gli spiego il tutto, gli mostro le istruzioni scritte e lui conviene che erano
chiarissime ("I do agree", dice), gli chiedo un taxista che trovi la strada sul navigatore prima di
caricare il bagaglio e gli dico che non voglio pagare un solo dollaro al
pazzoide. "Ok, it's up to you" e, mentre il pazzoide resta con un palmo di naso, ci affida a un taxista tibetano, sveglio ed educato,
che in un attimo trova l'indirizzo, ci informa del costo forfait per la corsa (55$) e in mezz'ora ci deposita a
destinazione.
Sono ormai le 11:30 e meriteremmo di riposare....ma non è
finita: l'appartamento è sporco lurido. Così, dato che siamo esausti e non
riusciremmo a trovare al volo una sistemazione migliore, ci sistemiamo alla
meglio, ma per prima cosa fotografiamo tutto e ci mettiamo al pc a scrivere al HouseTrip
Support.
Io ho previdentemente portato del disinfettante e lo uso abbondantemente.
Sono le due, quando possiamo dormire, finalmente.
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| questo lo stato del pavimento... |
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| ...del soffitto... |
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| ...del forno... |
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| ...del microonde... |
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| ...e vi risparmio il bagno, questa è la cannetta della doccia |