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domenica 7 ottobre 2012

#Domenica 7 ottobre - New York City


Oggi è nuvolo e freddo: la prima giornata di maltempo da quando siamo partiti, il 20 agosto, perciò non ci lamentiamo e partiamo col metro', ben coperti e dotati di ombrello, per fortuna: infatti inizia a piovere appena usciamo, nei pressi del ponte di Brooklyn (dalla parte di Brooklyn).  C'è uno scoiattolo proprio davanti a noi, in un'aiola. Paolo trova il luogo che cercava, con una magnifica vista sullo skyline di NewYork. Pioviggina e tira un vento freddo, ma è comunque piacevole passeggiare sotto il famoso ponte di Brooklyn.
Proseguiamo col metrò e poi con una bella camminata (un po' meno piacevole, adesso il freddo-umido comincia ad esagerare...) giungiamo a Chelsea, nella zona delle gallerie d'arte: delusione!! mi aspettavo una fervida vita artistica e invece ci troviamo in una via piena di gallerie chiuse, in disfacimento.
Delusi, ci dirigiamo al metrò, fermandoci lungo la strada a mangiare in un ristorante che si rivela ottimo. Pranziamo seduti ad un tavolino nell'angolo della veranda e siamop sorpresi: cibo ottimo e prezzi bassi. Paolo si vede servire mezza anatra, purè di vere patate, verdure ed io trota con verdure al vapore, spinaci e broccoli, freschissimi). Poco lonatano dal ristorante compriamo una bottiglia di Primitivo di Manduria, in una piccola curatissima enoteca: siamo invitati per un aperitivo da Cynthia, una dolcissima trepidante maestra di pianoforte di origine italiana, incontrata quando stavamo nel lurido appartamento di Park Terrace.
Io sono un po' stanca ed infreddolita e anche a Paolo non dispiace l'idea di riposare un po', così torniamo fino all'albergo. Alle 5 ci rimettiamo in movimento:  Il viaggio è interminabile: la domenica ci sono pochi treni, innumerevoli le fermate...arriviamo da Cynthia alle sette, con un'ora di ritardo. Lei è davvero amabile, ci accoglie nella sua piccola casa curata e accogliente, con una gatta bianca -Olivia- di ben sedici anni. Parliamo di tante cose, ci scambiamo i racconti delle nostre vite, seduti ad una tavola preparata con porcellane di famiglia. Sono ormai le nove passate quando Cynthia si mette al piano e noi ci godiamo due valzer di Chopin ed due pezzi di rag...ci lasciamo con un poco di malinconia: abbiamo trovato un'amica e dobbiamo subito lasciarla...
Ci mettiamo un'ora e mezza ad arrivare all'albergo e al meritato riposo, domani avremo un'altra giornata movimentata.


Brooklyn: il pompiere ci fa la foto davanti alla sua "Hook and Ladder" n° 118

2. What is the difference between a fire engine and a fire truck?
  • A fire engine (or pumper) is the piece of apparatus that carries hose and water to a fire. BFD engines carry over 3000 feet of fire hose or various sizes, a 2000GPM pump and 500 gallons of water in a tank. Once the tank water is used (which usually takes less than 2 minutes of firefighting) the engine must be connected to an external water source (a fire hydrant). A fire truck (or Hook & Ladder) can basically be described as a giant toolbox. It carries specially trained personnel and tools, which are used for search and rescue, vehicle extrication, structural collapse rescue and several hundred feet of ladders including a 100-foot hydraulic aerial ladder. At fires, their primary job is to ventilate the structure and perform search and rescue inside the structure.
 Ho impiegato un sacco di tempo a capire cosa vuol dire la sigla "H&L" !!! La spiegazione l'ho trovata su:

Passeggiando per le Brooklyn Highs



Manhattan vista da Brooklyn


Per le via di Brooklyn



Di nuovo Manhattan vista da Brooklyn


Il Ponte di Broccolino

La Statua della Libertà vista da Brooklyn


Passiamo di nuovo davanti alla caserma dei pompieri ... ma ora la saracinesca è giù !

Brooklyn Highs

La guida turistica dice che qui a Chesea dovrebbero esserci delle gallerie d'arte ...

... ma sembrano essere tutte, o quasi, in disarmo !!







Ripieghiamo su passeggiata su ex corsia sopraelevata della metrò ...



... be' ... almeno ci provano a ravvivare Chelsea !


Non ricordo dove siamo, qui ... forse al Trump Building, 5th Av. ???


ma no!! è l'atrio della casa di Cynthia
mattonelle luminose incastonate nei muri della subway


sabato 6 ottobre 2012

#Sabato 6 ottobre - New York City



Risveglio pulito in camera pulita…come sono eccezionali le cose normali dopo aver sperimentato quelle abnormi!! la casa dove eravamo lo era davvero. È stata un’esperienza spiacevole, ma ci resta la soddisfazione di non esserci lasciati prendere dallo sconforto e di aver saputo reagire.
Dopo una soddisfacente colazione nella saletta del nostro Holiday Inn, prendiamo il metrò all’angolo e scendiamo nel Queens, quartiere popolare con una sua atmosfera, piacevole in questo sabato mattina tiepido e rilassato; a dir la verità cinema e libri ne hanno anche dipinto una cattiva reputazione per cui io cammino con una certa circospezione, mentre Paolo procede tranquillo senza esitazioni. Raggiungiamo il Socrates Sculptures Park, che non ci entusiasma, soprattutto per la sporcizia e lo lasciamo rapidamente per il vicino Noguchi Garden Museum, che era nella mia lista di mete imperdibili (devo ammettere….perchè citato ne “Il diavolo veste Prada”) ed in effetti è –secondo me- imperdibile. Questo è il link  http://www.noguchi.org/noguchi  e penso sia interessante per tutti conoscere qualcosa di questo scultore che ha vissuto tra New York, Giappone e Italia (Seravezza, Querceta…: la nostra Versilia!), lavorando con le tecniche e le pietre dei vari paesi.
Ingresso gratuito (nel weekend, e oggi è sabato) e atmosfera particolarissima, che avvertiamo subito, muovendo i primi passi tra le grandi sculture di pietra, che riempiono ambienti essenziali e liberi e un piccolo giardino interno. I visitatori sono pochi e tutti siamo spontaneamente portati ad interagire silenziosamente e lentamente. Paolo si lamenta che vorrebbe toccare i metalli e la pietra ora liscia ora rugosa, tagliata, scavata. Al piano superiore (dove non si possono scattare foto), in una sala dal parquet chiaro, la sensazione è ancora più forte: le sculture di pietra trasmettono una calma  energia. Le pietre provengono da tutto il mondo, anche dall’Italia, e questo gioca il suo ruolo nell’atmosfera. Negli ultimi spazi sono esposti gli strumenti di lavoro e i documenti fotografici della vita dello sculture, molto interessanti.
Acquistiamo qualche regalo nello store del museo e poi, con un’altra bella camminata arriviamo all’angolo tra la 41st e la 21st: da lì il metrò ci porta alla Fulton St. Paolo ormai padroneggia le metropolitane newyorkesi, mentre io con il mio iphone mi dedico, durante i tragitti, al diario di viaggio per il blog. A piedi andiamo fino al Pier 17, dove ci riposiamo con un veloce lunch in un ristorante in alto sul molo, seduti ad un tavolo proprio davanti al ponte di Brooklyn.
Cincischiamo un po’, dopo, guardando velieri ormeggiati e ragazze che si lanciano come trapeziste su una rete, in una struttura nel bel mezzo del molo, dove chiunque può provare il brivido, a pagamento.
Il metrò ci porta poi alla Lexington; proseguiamo in autobus fino alla 82nd e verso le 5 entriamo nel Metropolitan Museum of Art, situato sul lato est del Central Park.
Beh … non posso descriverlo…è infinito. Cominciamo con l’antichità, raggiungiamo una enorme sala con una distesa d’acqua nella quale si riflettono antichi edifici egiziani, ricostruiti qui pietra su pietra.
Ci lasciamo guidare dalla curiosità, nel decidere i percorsi: non è possibile vedere tutto.
Passiamo attraverso a ricostruzioni di ambienti interni americani, dei vari secoli e dei vari stati, e questo ci interessa molto dato il viaggio che abbiamo appena fatto.
Resto incantata davanti ai dipinti di Bierstadt, di cui avevamo già ammirato un grande quadro al museo di Seattle, e di Cole, Church ….adoro la River Hudson School. I ritratti di John Singer Sargent sono così affascinanti…e come saltare l’arte giapponese, quella birmana, bizantina o nativa americana….c’è da perdere la testa J
Ci riposiamo al bar in una grande, alta sala disseminata di sculture e poi proseguiamo. Intagli italiani, cristallerie, smalti…alla fine Paolo riesce a trovare l’ala dedicata alle armi e giriamo tra armature cesellate, alabarde, scudi di tutte le epoche e di tutti i paesi. Lasciamo il museo alle 9 di sera: è buio ed anche piuttosto freddo. Ceniamo in un simpatico locale nelle vicinanze e rientriamo in hotel alle 11; io scarico sul pc i miei testi dal cellulare e poi Paolo scarica le foto di oggi e aggiorna il blog.






















































































Troppo carino :)

New York City: metropolitana !!