(Paolo) Con una certa inerzia facciamo le valige: la
permanenza al Cascade Village è stata davvero piacevole e ci dispiace lasciarlo
...
Il programma sarebbe di arrivare alla Monument Valley, visitarla
e passare la notte a Kayenta; ma mentre Paola salda il conto alla lobby del
Cascade Village io attacco bottone con un americano (foto sul telefonino di
paola) che mi racconta di essersi trasferito a Durango venendo dalla
California: si è innamorato del Colorado anni fa durante un giro in
motocicletta da Rushmore a Durango, facendo i passi di Red Mountains, Molas, e
Coal Bank ...
"Dove siamo diretti ? alla Monument Valley ..."
"E non passate da Mesa Verde ?? - domanda l'americano -
Merita davvero di essere vista !"
naturalmente Paola è felicissima di introdurre un nuovo
detour :) !
Così, alle 10:30, tempo incerto, lasciamo Cascade Village
per Durango, dove sostiamo per acquistare cibarie e fare benzina.
"Ma non è che ci infiliamo in qualche uragano ?" si domanda preoccupata Paola.
(Paola) Beh, non è poi così raro un uragano da queste parti,
specie se il cielo è scuro e basso come oggi. Va tutto bene, però, e la
deviazione nella deviazione riesce perfettamente: a Mesa Verde il cielo si
apre, in tempo per farci rimirare panorami infiniti.
Ci fermiamo per il picnic nell'area non lontano dal visitor center; mentre ripartiamo, ci passa accanto uno dei tacchini selvatici che popolano questi luoghi.
Parcheggiamo poi accanto al museo del visitors center e ci incamminiamo per il sentiero, raggiungendo il bordo del canyon ed improvvisamente ci appare, in basso, annidato nella roccia, l'antico villaggio di pietra.
Scendiamo fino ad arrivare davanti alle case costruite nelle caverne di pietra e rimaniamo affascinati dalla dimensione domestica di un luogo che per secoli è stato ‘casa’ per persone che hanno trovato qui le condizioni adatta per vivere.
Risalendo lungo il sentiero, Paolo devia per fotografare una grotta fuori dal percorso ed io lo aspetto...sento un gran ronzìo: in alto, sull'albero che si trova fra me e Paolo, c'è un enorme vespaio con un gran andirivieni di grosse vespe o calabroni...meglio tornare velocemente sul sentiero!
Ci fermiamo per il picnic nell'area non lontano dal visitor center; mentre ripartiamo, ci passa accanto uno dei tacchini selvatici che popolano questi luoghi.
Parcheggiamo poi accanto al museo del visitors center e ci incamminiamo per il sentiero, raggiungendo il bordo del canyon ed improvvisamente ci appare, in basso, annidato nella roccia, l'antico villaggio di pietra.
Scendiamo fino ad arrivare davanti alle case costruite nelle caverne di pietra e rimaniamo affascinati dalla dimensione domestica di un luogo che per secoli è stato ‘casa’ per persone che hanno trovato qui le condizioni adatta per vivere.
Risalendo lungo il sentiero, Paolo devia per fotografare una grotta fuori dal percorso ed io lo aspetto...sento un gran ronzìo: in alto, sull'albero che si trova fra me e Paolo, c'è un enorme vespaio con un gran andirivieni di grosse vespe o calabroni...meglio tornare velocemente sul sentiero!
La risalita non è così faticosa come temevamo; prima di partire,
visitiamo il piccolo ma interessantissimo museo.
Sulle strade del parco incontriamo cerbiatti, scoiattoli,
tacchini selvatici, mentre il cielo si chiude e improvvisamente inizia a
piovere, per la gioia di un bel gruppo
di motociclisti che ci precedono e che sono costretti, un po’ alla volta, a
fermarsi.
Appena scesi dalla mesa smette di piovere, mentre il
paesaggio velocemente cambia: le verdi foreste del Colorado sono ormai
scomparse, lasciando il posto a distese infinite da cui si levano rocce
isolate.
Guido io, verso occidente, con il sole a dritto negli
occhi, attraverso pianure sconfinate ai cui lati cominciano a levarsi rocce
dalla conformazione tipica.
Giunti a Kayenta, troviamo tutto è esaurito…per miracolo,
usando la connessione di Mc Donald, riusiamo a prenotare l’ultima stanza al
Goulding’s Lodge, proprio davanti alla strada di ingresso alla Monument Valley.
Nel buio pesto, con una certa ansia di prendere possesso della stanza (“Fate
svelto”, gli hanno detto al telefono “è l’ultima camera e continuiamo ad avere
richieste”) Paolo guida, accecato dai fanali di tutte le auto che rientrano
dallo spettacolo del tramonto alla Monument Valley. Quasi a destinazione
incrociamo un caos di sirene, pompieri e polizia, ma non capiamo perché; subito
dopo arriviamo al lodge, sulle pendici di un’altura, e conquistiamo la nostra
bella camera, in un gran andirivieni di turisti.
| Tramonto a Kayenta |

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