Domenica 23 settembre, San Francisco – Fresno
Notte movimentata al Motel Capri: fino alle due di notte gli
ospiti incivili ed alticci hanno fatto ogni genere di rumore possibile. Porte
sbattute, corse sui ballatoi, urla e schiamazzi; chiamo la lobby, ma nessuno
risponde. Affrontare i selvaggi non è consigliabile: Paolo, che ha del sonno
arretrato, riesce ad appisolarsi, mentre io decido di utilizzare l’insonnia
forzata per lavorare al blog, confidando non nei cervelli alterati dei selvaggi,
ma nell’alcol e nella sua azione sui loro metabolismi. Infatti, l’alcol fa il suo lavoro e i selvaggi finalmente si
calmano all’improvviso, dopo le due, ed io posso addormentarmi.
Ottima colazione in camera: il microonde ci permette
finalmente un cappuccio, accompagnato dai biscotti all’avena di Trader Joe’s.
Lasciando il motel, faccio le mie rimostranze per i selvaggi
schiamazzanti lasciati a se stessi, ottenendo almeno uno sconto.
Partiamo per un tour tra i luoghi mitici di San Francisco: ripercorriamo
i tornanti della Lombarda; passiamo da Union Square, che è la zona delle art
galleries, e riesco a visitarne una di artisti russi dalla ottima tecnica, e a
vederne due o tre, chiuse, dalle vetrine; zigzaghiamo tra i grattacieli del
Financial District fino al Transamerican Pyramid Building, stupendo mastodontico
e sorprendente ‘leggero’, con la sua base a colonne; Passimao davanti al City
Lights Bookstore, mitico luogo di incontro della Beat Generation e frequentato
da Kerouac; China Town, brulicante di cinesi in giro tra negozi e mercato: per
farci passare, due addette tirano un nastro con la bindella e ci dividono le
acque della fiumana di folla.
Infine, torniamo al Pier 39, con il preciso scopo di
fotografare i Street Cars, i tram che San Francisco si è fatta regalare da
varie città: sono soprattutto americani, ma uno è inglese e un altro è
…milanese!!! Paolo è qui per fotografare soprattutto lui, qui in servizio con
gli altri tram storici sulla ‘F line”.
Dandoci
appuntamento all’incrocio accanto, io mi procuro per il picnic di oggi lo
squisito panino al salmone al ristorante del pier, già assaggiato ieri, mentre Paolo
va a caccia di tram, poi ci riuniamo e trascorriamo un paio di ore
divertentissime. Dapprima ci appostiamo davanti al Pier 39, poi Paolo incontra un ragazzo inglese che, iphone alla mano, sta seguendo il percorso del ‘suo’ tram, proveniente da Manchester: scopriamo così che c’è un sito internet che fornisce in tempo reale la dislocazione di tutti i tram in corsa sulla linea e inizia così un vero e proprio inseguimento.
Guardate gli streetcars di San Francisco "live" sulla cartina, a questi link:
http://www.streetcar.org/streetcars/live.html
http://www.nextmuni.com/googleMap/googleMap.jsp?a=sf-muni&r=F
Io mi diverto a seguire gli spostamenti del tram milanese
sul cellulare e a dare a Paolo le indicazioni per riuscire a precederlo e
fotografarlo. Naturalmente, seguiamo anche gli altri tram e la caccia è
divertente e fruttuosa: le foto sono tante, anche se la qualità lascia a
desiderare dato che i tram sono in corsa e c’è un sacco di traffico. Il tram
arancione milanese sembra riuscire a sfuggirci sempre: noi troviamo ingorghi e
sensi unici, mentre lui procede dritto per la Market….ma alla fine lo becchiamo
e Paolo scatta le sue foto, felice del suo tram che, dice, è il più bello di
tutti!
Soddisfatti dal successo della caccia, salutiamo San
Francisco con un picnic panoramico sulle colline a sud e poi partiamo in
direzione di Fresno. Attraversiamo pianure e colline, molto abitate e
coltivate, poi delle alture rivestite di erba gialla e dorata, che sembrano
dune di sabbia. Superiamo il Pacheco Pass e costeggiamo il San Luis Reservoir
Lake, azzurrissimo in mezzo al giallo ocra delle colline, e poi proseguiamo
nella piatta pianura, tra distese infinite di coltivazioni di cotone, fino a
Fresno, dove ci fermiamo all’Ambassador Inn, economico e con camere
gigantesche, dotate di comodissimi letti, formo a microonde, macchina per il
caffè e tv a mega schermo piatto. Il ragazzo dell’hotel è un tipo
intraprendente e, con una mancia, lava l’auto ai clienti…con 10 dollari finalmente
la nostra auto torna bianca, da rivestita e schizzata com’era dalla polvere dei
deserti e dal fango rosso della Monument Valley.
Attorno all’hotel, una situazione tipicissima: un incrocio,
McDonald, altri fast food e motel, un distributore. Facciamo due passi a piedi e raggiungiamo il
KFC, Kentucky Fried Chicken: da quando siamo negli States, Paolo mi ripete che
vuole andarci…è un ricordo dei tempi in cui ha lavorato qui. Per 11 dollari ci
danno una quantità di pollo, purè, insalata che basterebbe per 4 persone: ne
mangiamo una parte davanti al mega schermo della tv, mentre il nostro pc
scarica foto su foto nel nostro blog.
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| Per la seconda volta, giù per la famosa Lombard |
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| Il City Lights Bookstore, mitico luogo di incontro della Beat Generation, frequentato da Kerouac |
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Bis del panino al salmone gustato ieri: squisito!
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| Nebbia, consueta nel canale: la sirena del Golden Gate suona, suona... |
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| A caccia di tram |
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| Picnic con vista....ciao, San Francisco |
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| Uscendo di città, alberi dai fiori rossi, arancio, corallo |
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