Sabato 22 settembre
Ieri sera speravamo di proseguire con il nostro blog. La
connessione però era troppo debole e non è stato possibile postare le immagini, né
caricare i testi.
Ci proviamo anche stamattina, ma le cose non vanno meglio. Per
colazione andiamo al vicino Starbucks, storico: è il primo Starbucks di San
Francisco, al 1899 di Union Street.
 |
| Colazione in uno storico Starbuchs, quello in Union St., il primo aperto a San Francisco |
Poi, finalmente, eccoci sul Golden Gate Bridge, imponente e
bellissimo nella sua inconfondibile tonalità di rosso. Ci fermiamo nella View
Area a nord, da dove possiamo ammirarlo mentre giunge la nebbia dal Pacifico,
che per un poco lo nasconde in parte, mentre il sole del mattino crea effetti
di luce. Proseguiamo fino a Sausalito, elegante centro con ville, giardini e
una passeggiata a mare, riparata e tiepida, con vista sullo skyline di San
Francisco.
Tornando, ci fermiamo ad un molo da cui si vede benissimo il
Golden Gate. C’è molto vento e, malgrado il sole, fa freddo.
Ripercorriamo il ponte e raggiungiamo il Golden Gate Park,
più a sud, in città. Cedri del libano, scuri ed eleganti, eucalipti
giganteschi, palme, arberi fioriti accompagnano le strade che si snodano nel
parco e ci portano fino al De Young Museum, una stupefacente struttura
rivestita da lastre di rame sbalzate, con una torre dalla forma inconfondibile
su cui saliamo in ascensore: in cima, solo vetrate, da terra al soffitto, su
tutto il perimetro ….e la vista a 360° è veramente strepitosa.
Nel museo, tra le tante opere che ci emozionano, troviamo
anche molte sculture in vetro di Chihuly, lo scultore di cui avevamo visto molti
lavori a Seattle. Anche l’ambiente del museo è particolare, con pavimenti e
soffitti in legno.
L’auto è parcheggiata distante e, un po’ stanchi per la
visita al museo, tralasciamo la visita al Giardino Giapponese. In auto percorriamo alcune zone tipiche di San
Francisco, tutte piene di vita e di colore, e ritorniamo al Pier 39, per un picnic
su una panchina (ottimi i panini, eccezionale il mio al salmone grigliato,
conquistati dopo una bella coda a un ristorante-rosticceria sul pier), per una
visita ai leoni marini (ancor più divertenti di ieri) e per fotografare i tram,
tutti diversi uno dall’altro, che transitano proprio lì davanti, cosa a cui
rinunciamo per il troppo traffico, soprattutto enormi autobus che scaricano
centinaia di turisti.
Torniamo allo stesso Starbucks di stamattina, sperando di
combinare un caffè ad una connessione sufficiente a postare immagini sul blog,
ma il nostro pc fa le bizze e non ci riesce di connetterci.
Proseguiamo la visita alla città, prima passando al 2640 di
Steiner Street, la casa del film Mrs. Doubtfire, poi percorrendone le zone
lungo mare a nord (Fort Mason) e poi fermandoci per un giretto al Ghirardelli
Center (negozi, bar, ristoranti, ecc.), situato proprio sul mare: c’è un altro
bellissimo tramonto (e ancora un vento gelido). Il Golden Gate sbuca da nuvole
dorate, Alcatraz sembra avvicinarsi a riva, un veliero sta ormeggiandosi
al porto e i rami dei grandi cedri del Libano si colorano di rosso.
È ormai buio. Dopo qualche spesa dal vicino Trader Joe’s,
percorriamo la Columbus fino ad arrivare
al Financial District: la Transamerica Pyramid Buiding è spettacolare, e così
anche tutto il quartiere finanziario, con grattacieli che si susseguono, vicini
uno all’altro. Percorriamo il quartiere a zigzag e poi rientriamo in albergo:
la nostra stanza è dotata di micronde e ci prepariamo la cena. Sono le dieci
quando ci prepariamo a dormire…ma fuori ci sono schiamazzi del sabato
sera: troppo rumore perché io riesca a
prender sonno, ma un’occasione per scrivere qui
J
 |
| Ecco là il museo, ma è difficile parcheggiare oggi: è una splendida domenica e pare che tutta San Francisco si sia data appuntamento qui |
 |
| Dalla torre del museo, una vista a 360° |
 |
| Ritroviamo qui Chihuly, lo scultore del vetro di Seattle |
 |
| La riconoscete? Questa è la casa di Mrs. Doubtfire! |
 |
| La riconoscete? Questa è la casa di Mrs. Doubtfire! |
|
 |
| Brrrr! che freddo, tira un vento gelido |
Nessun commento:
Posta un commento