Partiamo con comodo, verso le 10, passiamo da Salt Lake City,
ci perdiamo in periferia (non riusciamo a rientrare sull’autostrada, se non
dopo aver chiesto ad almeno tre persone) e proseguiamo ...è una cosa un po'
pazza fare 240 miglia tra andata e ritorno solo per attraversare il grande
deserto di sale, ma ci tengo tanto…sono così attratta dai deserti! Ci diamo il
cambio con la guida (io guido al
ritorno) e la cosa non ci pesa, anche perché nel paesaggio monotono ci
sono continuamente spunti interessanti: una enorme fabbrica sulla sinistra, il
grande lago piatto e immobile a nord della strada, un piccolo centro abbandonato, surreale col suo motel, la carrozzeria, le carcasse di auto. Giunti a tre quarti della
traversata, ancora una volta ci troviamo dentro uno spettacolo stupendo: sotto le
montagne azzurre, che si alzano sopra l'orizzonte, si stende una crosta bianchissima di
cristalli, a perdita d'occhio...ci sentiremmo fuori dal mondo se non ci fosse
l'andirivieni dei grossi camion, i mitici trucks, che percorrono
incessantemente l'autostrada. Ci fermiamo nell'area attrezzata; fa un gran
caldo, ma ci piace tantissimo questo paesaggio lunare. Camminiamo sulla distesa
di sale, fermandoci ad osservare lucenti
cristalli che si stanno formando. Tornando alla macchina dobbiamo fermarci alla
pompa dell'acqua per rimuovere lo strato
di sale incrostato sotto le suole. Giunti a Wendover, restiamo sorpresi:
siamo accolti da pubblicità dei casinò, che sono dovunque.
Ci fermiamo al Visitor Center dove una giunonica e simpatica addetta ci
fornisce ogni sorta di informazioni e, dopo il picnic in auto con una vista
stupenda e con l'aria condizionata al massimo,
ripartiamo per il ritorno. Verso le sei siamo a Salt Lake City e
visitiamo il "Vaticano dei mormoni", curatissima, ricca, monumentale
città. Il centro è pieno di enormi aiole, traboccanti di fiori e davanti al
tempio ci sono gentilissimi signori che sorridono, salutano, spiegano, ma non
lasciano entrare nessuno: “Non è una chiesa, è un tempio”, spiegano.
Entriamo poi in un palazzo, dedicato a Joseph Smith,
fondatore del Latter Day Saint Movement. Nell'atrio, magnificamente decorato,
una pianista suona al pianoforte musiche come "As time goes by".
Anche qui gentili persone sono pronte ad accogliere e spiegare. Una di esse,
una anziana signora, ci spiega la storia dell'edificio, che ora è adibito a
rappresentanza e a sede delle iniziative sociali; ci consiglia di
salire all'ultimo piano, dove ci sono sale e ristoranti. Saliamo nell'ascensore
imbottito di velluti e da grandi vetrate ammiriamo il panorama della città.
Dopo un passaggio in un grande e scenografico centro
commerciale per cercar di risolvere i problemi con la mia connessione T-mobile
(irrisolvibili...i tecnici della Apple mi spiegano che è un problema di
insufficiente copertura di rete), torniamo al nostro hotel a Park City, stanchi ma felicissimi che una stanza tanto accogliente ci attenda e ceniamo nella stessa
birreria di ieri, ordinando le stesse cose di ieri. La mia quinoa alle verdure
è leggera e squisita; Paolo è felice dell’ottima birra che qui finalmente riesce a
bere.
Mettiamo insieme il furgone nella foto
RispondiElimina"Sul Grande Lago Salato: arte ... o solo rottame ?", nella fiancata dipingi il paesaggio della foto subito sotto, tagliamo la lamiera alla linea di cintura fino al tetto ma solo dalla parte di fronte a noi, riempiamo di sale bianchissimo facendo una bella piramide di sale bianchissimo alta poco sotto il tetto, sullalamiera interna dietro il sale dipingi il resto dell'orizzonte con il cielo blu, il soffitto della parte restante lo riempiamo di lucine led (le più luminose possibili) che illuminano in pratica il sale sottostante.
Cerchi in lega nuovi, qualche cromatura sul frontale, fari nuovi ed ecco un'icona delle prove di velocità sul lago salato! taaaac :)